AI e Responsabilità Civile: le nuove regole per imprese e professionisti
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- Pubblicato: Giovedì, 25 Giugno 2026 15:19
- Scritto da Avv. Gabriele De Paola
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L'intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà ormai integrata nelle attività economiche, professionali e amministrative. Dagli algoritmi utilizzati per valutare richieste di finanziamento ai sistemi di supporto alle decisioni mediche, fino agli strumenti di IA generativa impiegati da aziende e professionisti, il ricorso a queste tecnologie è in costante crescita.
Con tale evoluzione emerge, inevitabilmente, una domanda fondamentale: chi risponde quando un sistema di intelligenza artificiale provoca un danno?
Il nuovo quadro normativo
Il legislatore europeo ha già tracciato la disciplina generale attraverso l'AI Act, mentre l'ordinamento italiano sta completando il proprio sistema di regole mediante i decreti attuativi recentemente approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri.
L'obiettivo è duplice: favorire l'innovazione tecnologica senza sacrificare la tutela dei diritti fondamentali e garantire un'effettiva protezione ai soggetti che dovessero subire danni derivanti dall'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.
Una tutela rafforzata per il danneggiato
Uno degli aspetti più significativi della riforma riguarda proprio la responsabilità civile.
La principale difficoltà, infatti, consiste nel dimostrare il funzionamento di sistemi tecnologicamente complessi, spesso caratterizzati da processi decisionali non facilmente comprensibili dall'utilizzatore finale.
Per questo motivo il legislatore introduce strumenti processuali destinati a riequilibrare la posizione delle parti.
Tra le principali novità si segnalano la possibilità di ottenere l'esibizione della documentazione tecnica relativa al sistema di IA; un alleggerimento dell'onere probatorio in presenza di determinate condizioni; maggiori strumenti per ricostruire il nesso causale tra il comportamento del sistema e il danno subito; l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore dell'utilizzatore nei casi previsti dalla normativa.
Si tratta di misure che mirano a evitare che la complessità tecnologica diventi un ostacolo insormontabile per chi intenda ottenere il risarcimento del danno.
Le conseguenze per imprese e professionisti
Le nuove disposizioni non riguardano esclusivamente i grandi operatori tecnologici.
Anche imprese, studi professionali e società che impiegano strumenti di intelligenza artificiale nelle proprie attività saranno chiamati ad adottare procedure interne sempre più rigorose.
Diventerà essenziale documentare il funzionamento e l'utilizzo dei sistemi adottati, verificare la conformità degli strumenti impiegati rispetto alla normativa europea, predisporre adeguate coperture assicurative, mantenere un controllo umano sulle decisioni più rilevanti.
L'intelligenza artificiale potrà certamente supportare il processo decisionale, ma non sostituire la responsabilità dell'operatore umano.
Il ruolo dell'avvocato
In questo nuovo scenario l'attività dell'avvocato assume un'importanza crescente.
Da un lato sarà necessario assistere imprese e professionisti nella predisposizione di modelli organizzativi idonei a prevenire il rischio di responsabilità; dall'altro, occorrerà garantire un'efficace tutela ai soggetti che abbiano subito un danno riconducibile all'utilizzo di sistemi di IA.
La vera sfida non consiste nel limitare l'innovazione, bensì nel costruire un equilibrio tra sviluppo tecnologico, certezza del Diritto e tutela delle persone.
Conclusioni
L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita economica e sociale, ma richiede regole chiare e responsabilità ben definite.
Le recenti iniziative legislative confermano una direzione ormai precisa: l'innovazione non può prescindere dalla protezione dei diritti.
Per cittadini, imprese e professionisti sarà quindi fondamentale comprendere non solo le potenzialità offerte dall'IA, ma anche gli obblighi giuridici che ne derivano.
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