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Reddito di cittadinanza: cosa c'è da sapere per ottenerlo e le ultime novità in materia

 

Non è un mistero ormai che gran parte della popolazione disoccupata stia facendo affidamento sul reddito di cittadinanza tanto declamato dal candidato premier Di Maio nell'ultima campagna elettorale.

Inutile dire che la fattibilità economica dell'operazione e il peso della stessa sui conti delle finanze pubbliche pongono in serio dubbio le declamate promesse elettorali.

Tuttavia, proprio in ragione della stessa sopravvivenza del Movimento a 5 stelle non possiamo che attenderci che il Reddito di cittadinanza divenga una realtà consolidata del nostro Ordinamento.

E' lo stesso Presidente della Camera Fico ad affermare: "Farlo o il Movimento a 5 stelle muore", come riportato da "Il Fatto Quotidiano", edizione web del 5 luglio 2018.

Le sensazioni quindi sulla realizzazione degli intenti della campagna elettorale già subito nella Legge di Stabilità 2019 sono positive, malgrado le coperture economiche per questo passo sono ancora di là da essere reperite, così come maggiori dubbi pone la possibilità che si proceda contemporaneamente a introdurre la Flat Tax voluta dalla Lega e oggetto della campagna elettorale di Matteo Salvini.

Vediamo anzitutto a chi si rivolge l'istituto del Reddito di cittadinanza e cos'è.

Il reddito di cittadinanza è uno strumento anti-povertà, introdotto nel programma di Governo condiviso tra M5S e Lega. Non va confuso con uno strumento che è già esistente in Italia, che è il reddito di inclusione, che consiste invece in una misura di sostegno economico che è riservata alla famiglie e ai cittadini che versino in situazioni di grave difficoltà economica e di esclusione sociale.

Tuttavia il reddito di inclusione per le famiglie povere del 2018 è uno strumento rigido la cui presentazione è possibile solo per nuclei familiari al cui interno siano presenti almeno un figlio minorenne, un figlio con disabilità anche se maggiorenne, una donna in gravidanza o un disoccupato che abbia superato gli anni 55 di età e che comunque le famiglie si attengano ad una serie di parametri necessari a mantenere il sussidio quali mandare i figli a scuola, assicurando che gli stessi conseguano gli studi con profitto e i cui componenti provvedano a dimostrare di essere alla ricerca attiva di una occupazione.

A differenza di questo strumento già esistente invece, il Reddito di cittadinanza previsto dal Movimento a 5 stelle prevede l'erogazione da parte dell'INPS di complessivi 780,00 Euro mensili per tutti i cittadini che non riescano a conseguire detto reddito autonomamente.

Chiaramente ai cittadini che non raggiungono detto importo, verrà data solamente una integrazione al proprio reddito; a quelli che sono privi di reddito, verrà elargita l'intera somma.

Chiaramente dubbi emergono da questa previsione che rischierebbe di agevolare anche chi di fatto un lavoro e un reddito potrebbero averlo e che tenderebbero a sedersi su questa situazione, confortati da un emolumento da parte dello Stato che appare senz'altro di notevole entità.

Lo strumento si presta a storture pericolose per il Sistema Paese e al Legislatore è rimesso l'arduo compito di individuare dei criteri che possano porre un argine a quello che rischia di essere uno dei fattori che potrebbe da solo condurre nel giro di poco tempo al default dell'intero sistema Italia.

Obiettivo del Reddito di Cittadinanza è quello di contrastare il lavoro nero, il lavoro sotto pagato e il precariato.

Tuttavia è facile immaginare che alcuni possano beneficiare del Reddito di cittadinanza e contestualmente lavorare in nero, contribuendo quindi, pur se in spregio alla legge, a aumentare l'indebitamento del sistema Paese, senza peraltro raggiungere l'obiettivo prefissato negli intenti di chi ha ideato l'istituto.

Il reddito di cittadinanza spetterebbe inoltre anche ai lavoratori autonomi. In tal caso occorrerebbe l'attestazione di uno specifico professionista in ordine alla consistenza del reddito percepito dal lavoratore autonomo.

Peraltro, il reddito di cittadinanza, costituendo sostanzialmente un sussidio avente natura alimentare, sarebbe impignorabile e non soggetto ad alcuna tassazione.

Secondo il programma di Governo detto reddito spetterebbe a favore di tutti i cittadini che abbiano compiuto almeno 18 anni di età, che siano residenti in Italia e che alternativamente: siano in possesso di cittadinanza italiana, siano in possesso di cittadinanza di Paese terzi, membri comunque dell'Unione Europea, siano cittadini di Paesi terzi che abbiano sottoscritto convenzioni bilaterali con l'Italia in riferimento alla sicurezza sociale.

Il reddito di cittadinanza non spetterebbe invece a quei soggetti che si trovino in stato di detenzione per tutta la durata della pena.

I beneficiari del reddito di cittadinanza avrebbero inoltre l'obbligo di iscriversi al centro per l'impiego, di destinare almeno 8 ore settimanali ai lavori socialmente utili, di frequentare corsi di qualificazione professionale, di comunicare all'INPS qualsiasi variazione di reddito, di accettare obbligatoriamente una delle prime 3 offerte di lavoro pervenute (il rifiuto è causa di decadenza dal beneficio), di dedicare alla ricerca di occupazione almeno due ore al giorno, di non essere receduti da un contratto di lavoro senza giusta causa per almeno due volte nell'arco di un anno solare.

Quanto agli importi, si discute ancora sugli stessi ma le cifre fatte finora parlando di somme fino a 780,00 Euro per famiglie con un unico componente del nucleo familiare, di somme fino a 1.014,00 Euro al mese per famiglie composte da un genitore e da un figlio minorenne e di somme fino a 1.638,00 Euro al mese per famiglie composte da due genitori e almeno due figli minorenni.

Inutile dire che tale strumento desti molte perplessità negli operatori professionali.

Tuttavia probabilmente l'utilizzo moderato di tale strumento potrebbe anche rivelarsi d'aiuto al Sistema Paese.

Appena avremo novità in tema, non mancheremo di aggiornare l'utenza con altri articoli a tema.

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