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Inquadramento contrattuale e mansioni effettive: spesso il lavoratore ha diritto al pagamento di cospicue differenze retributive

IL GIUSTO VALORE DEL LAVORO. LA GIUSTA TUTELA DELLIMPRESA

Inquadramento contrattuale e mansioni effettive: spesso il lavoratore ha diritto al pagamento di cospicue differenze retributive

Molti lavoratori pensano che lo stipendio indicato in busta paga sia corretto semplicemente perché è stato concordato con il datore di lavoro.

In realtà non è sempre così.

In tutti i settori in generale ma in alcuni in particolare come in quelli della ristorazione, così come dell'edilizia, dell'estetica, della logistica e in molte altre attività, capita frequentemente che il lavoratore venga formalmente assunto con un livello contrattuale inferiore rispetto alle mansioni che svolge ogni giorno.

A volte addirittura gli viene applicato un Contratto Collettivo Nazionale che nulla ha a che vedere con le mansioni che poi il datore gli chiede di porre in essere.

E ciò comporta la possibilità per il lavoratore in certi casi di invocare l'applicazione dell'art. 36 Costituzione e richiedere l'applicazione di una paga superiore prevista per un determinato livello di un altro contratto collettivo, pur dovendo tenere presente che la Giurisprudenza è sempre più orientata per non concedere l'applicazione di contratti diversi da quello scelto dal datore anche in casi nei quali oggettivamente sarebbe più corretto applicare al lavoratore un contratto collettivo che descriva meglio le mansioni da questi espletate.

Le conseguenze ecomiche di tali scelte datoriali in giudizio possono essere molto rilevanti e avere conseguenze economiche importanti per tutti i soggetti coinvolti.

Non si tratta soltanto di una retribuzione mensile inferiore, in quanto un inquadramento errato determina una paga base inferiore a quella realmente dovuta, cosa che può incidere severamente su tutte le retribuzioni dirette e indirette, sugli straordinari, sul lavoro festivo, sulle indennità,  sul TFR, sulle ferie, sula tredicesima, sulla quattordicesima e su numerose altre voci della retribuzione.

In moltissimi casi di clienti assistiti dal nostro studio il credito maturato dai lavoratori nel corso degli anni ha raggiunto importi ragguardevoli.

Peraltro un delta di differenze retributive comporta altresì una maggiorazione dovuta a livello contributivo e previdenziale con il rischio concreto che il datore vada incontro - se il credito è accertato - a ricalcoli da parte degli enti preposti quali INPS e INAIL, con il rischio concreto di pagare altresì interessi e sanzioni dovuti al ritardo nell'erogazione.

Le mansioni concretamente svolte prevalgono su quanto contrattualizzato e riportato in busta paga

Uno degli errori più frequenti di datori e lavoratori consiste nel ritenere che sia il contratto di assunzione a stabilire definitivamente il livello del lavoratore.

Non è così.

Nel diritto del lavoro assume rilievo soprattutto l'attività effettivamente svolta, attività che poi sarà soggetta all'accertamento da parte del giudice in sede di istruttoria.

Se per esempio un lavoratore viene assunto come aiuto in cucina o lavapiatti ma, nella realtà dei fatti, prepara gli impasti, gestisce il forno, organizza il lavoro della cucina e svolge stabilmente le mansioni proprie del pizzaiolo o addirittura gestisce in autonomia la cucina ricoprende le mansioni di capo cuoco o cuoco unico, il suo corretto inquadramento potrebbe essere molto diverso da quello formalmente attribuitogli.

Il medesimo ragionamento va applicato a tutte le tipologie di lavoratori e a tutti i Contratti Colletttivi.

Allo stesso modo, è frequente che lavoratori formalmente assunti come commis di cucina operino in contesti in cui, di fatto, rappresentano l'unico cuoco presente o svolgono funzioni assimilabili a quelle di capo cuoco.

Lo stesso principio vale in numerosi altri settori produttivi.

Situazioni analoghe si sono riscontrate frequentemente anche per esempio in casi di:

  • addetti alla vendita che ricoprono funzioni di responsabili di negozio
  • muratori qualificati inquadrati come semplici manovali;
  • estetiste che svolgono anche solo per qualche giorno a settimana mansioni di responsabile del centro;
  • camerieri con funzioni di caposala;
  • operai specializzati retribuiti come personale generico;
  • impiegati che esercitano funzioni superiori rispetto al livello indicato nel contratto;

In tutti questi casi il lavoratore potrebbe aver maturato differenze retributive significative.

Le differenze retributive possono essere molto elevate

Quando il rapporto di lavoro si protrae per molti anni, un errato inquadramento può produrre effetti economici molto rilevanti.

Alle differenze di paga base possono infatti aggiungersi:

  • straordinari non retribuiti;
  • lavoro notturno;
  • lavoro domenicale e festivo;
  • indennità previste dal contratto collettivo;
  • TFR;
  • ratei di tredicesima e quattordicesima;
  • ulteriori istituti retributivi.
  • contributi pensionistici e previdenziali

Nei casi più complessi il credito complessivo può raggiungere importi considerevoli.

Per questo motivo è fondamentale effettuare una ricostruzione analitica del rapporto di lavoro e della documentazione disponibile insieme all'avvocato giuslavorista e/o al consulente del lavoro di fiducia.

L'importanza della prova

La ricostruzione delle mansioni effettivamente svolte rappresenta uno degli aspetti più delicati della causa.

Possono assumere rilievo:

  • testimonianze di colleghi;
  • turni di lavoro;
  • messaggi, email e comunicazioni aziendali;
  • fotografie;
  • ordini di servizio;
  • organigrammi;
  • documentazione interna;
  • buste paga e contratti.

Ogni elemento può contribuire a dimostrare il reale contenuto della prestazione lavorativa.

Non si tratta soltanto dello stipendio

In alcuni casi il lavoratore può vantare anche ulteriori pretese.

Ad esempio:

  • risarcimento del danno da demansionamento;
  • risarcimento del danno da mobbing, quando ne ricorrono i presupposti;
  • danni derivanti da violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • ulteriori differenze economiche collegate alla cessazione del rapporto.

Ogni situazione richiede una valutazione specifica sulla base della concreta vicenda lavorativa.

L'esperienza dello Studio

Nella nostra esperienza professionale, le controversie economicamente più rilevanti non riguardano necessariamente dirigenti, manager o quadri.

Al contrario, proprio nei settori caratterizzati da maggiore intensità lavorativa – come commercio, ristorazione, edilizia, logistica e servizi – può accadere che un errato inquadramento, protratto per molti anni e accompagnato da un significativo ricorso allo straordinario, generi crediti retributivi di importo molto elevato.

Per questo motivo, prima di rinunciare ad agire, è opportuno far analizzare la propria posizione da un professionista in grado di ricostruire correttamente il rapporto di lavoro e quantificare le somme effettivamente spettanti.

Conclusioni

Molti lavoratori ritengono di non avere alcun diritto semplicemente perché hanno firmato un contratto o accettato una determinata retribuzione.

La realtà è spesso diversa.

L'inquadramento corretto dipende dalle mansioni realmente svolte e non esclusivamente dalla qualifica indicata nella lettera di assunzione.

Una verifica tecnica della documentazione può consentire di accertare l'esistenza di differenze retributive anche molto rilevanti e di valutare le iniziative più opportune per la tutela dei propri diritti.

Il nostro studio Legale può aiutarti

Lo Studio Legale De Paola Longhitano, con sede in Torino, Corso Galileo Ferraris, 57, è lieto di fornire alla propria clientela consulenza in materia di Diritto del Lavoro, vantando esperienza ultradecennale in materia. La redazione di queste clausole è di particolare difficoltà e deve essere cucita su misura in base alle esigenze societarie. Laddove abbiate bisogno di un nostro intervento, contattateci allo 011.3173816.